CHIARASTIDDA CON SUCCESSO AL MASSIMO BELLINI

La scelta dei brani è stata declinata riservando attenzione alle minoranze etno-linguistiche siciliane. Sono state eseguite infatti rare canzoni in arbereshe e in gallo italico.

 

 

CHIARASTIDDA CON SUCCESSO AL MASSIMO BELLINI –

Ambrogio Sparagna è un organettista laziale erede, continuatore ed elaboratore della musica popolare. I canti tradizionali del Natale sono il punto forte del suo repertorio e, di conseguenza, è richiestissimo dappertutto in queste settimane di fine anno. Viaggiando su e giù per l’Italia, con un tour dalle date fittissime, ha fatto tappa anche a Catania. Assieme ai musicisti che abitualmente lo affiancano nei suoi concerti, al Teatro Massimo Bellini, ha messo in scena Chiarastidda. I canti di Natale nella tradizione popolare.
La scelta dei brani è stata declinata riservando attenzione alle minoranze etno-linguistiche siciliane. Sono state eseguite infatti rare canzoni in arbereshe e in gallo italico.
Intervistato, il musicista ha dichiarato: “In Sicilia, come in altre parti d’Italia, si diffuse il repertorio di canzoncine spirituali, nate a Napoli intorno alla metà  del Settecento nell’ambito della attività pastorale di Alfonso Maria de’ Liguori.  Composte in dialetto e in italiano, queste canzoni avevano un impianto semplice, che traeva spunto melodico da temi popolari. Il loro successo favorì lo sviluppo di un larghissimo repertorio di canti popolari religiosi che sono ancora largamente in uso in tutto il territorio nazionale”.
Proprio per queste ragioni, “Avvenire” ha dedicato di recente una serie di articoli alla ricerca etno-musicologica di Sparagna, che a Catania si è esibito con l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium del Parco della Musica di Roma.
Strumenti antichi e curiosi – come la ghironda e il violino tromba (Erasmo Treglia), la zampogna (Antonio Vasta) e il marranzano (Puccio Castrogiovanni) -, hanno accompagnato le vocalità di alcuni validi interpreti, da anni protagonisti dei progetti musicali di Sparagna.
Con la sua consueta bravura, Peppe Servillo ha dato voce, con Anna Rita Colaianni, ad una intesa “Quanno nascette ninno”. Mario Incudine ha confermato le sua capacità di musicista e cantante, con un “cunto” dal ritmo incalzante e antico. Eleonora Bordonaro ha cantato in  “Kendime”, il cui testo arbereshe – segnalato a suo tempo da Lionardo Vigo – è stato ora musicato con note di vibrante nostalgia per il Paese delle Aquile.
I musicisti, in un crescendo di entusiasmo, hanno trascinato il pubblico sino agli applausi scroscianti di fine concerto. Sala affollata nonostante il freddo artico. Una spettatrice da un palco ha chiesto di sentire ancora il suono delle ciaramelle. Accontentata: Sparagna per il bis ha fatto scendere in platea i suoi orchestrali e un gruppo di giovani zampognari di Aci Catena che, con campanacci e tamburelli, hanno chiuso la serata di musica popolare.
I prossimi 4 e 5 gennaio, alle ore 21, sempre nell’ambito degli spettacoli fuori abbonamento, il Teatro Massimo Bellini proporrà “I Am Beautiful” con regia e coreografie di Roberto Zappalà, su musiche originale de I Lautari.

Francesca Lo Faro

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